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MOTIVAZIONI SENTENZA DI PRIMO GRADO DEL PROCESSO

Aspettando la legge sul depistaggio ecco il caso Rostagno - di Aaron Pettinari e Lorenzo Baldo (fonte Antimafia 2000)

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MATERIALE VIDEO DEL PROCESSO

Il suono in una sola mano
Il libro è in vendita anche nella nostra sede presso "A casa nostra" - Via Marconi Trapani


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- Il ricordo colorato da "Azzurro" - articolo di Rino Giacalone pubblicato su LA SICILIA del 8 maggio 2011

- L'ultima intervista rilasciata da Mauro su la rivista "King"

- PIPPO POLLINA ABITARE IL SOGNO: un viaggio di musica e parole lungo 30 anni.


Ascolta gli audio delle udienze
(© Radio Radicale)

Ciao Mauro 2016

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L’anno scorso celebravamo l’anniversario dell’omicidio di Mauro Rostagno con un risultato fondamentale nel bilancio delle cose fatte e dentro i nostri cuori: le motivazioni della sentenza di condanna in primo grado dei mafiosi colpevoli.
Un risultato fondamentale perché quelle motivazioni rappresentano un libro di oltre 3 mila pagine da studiare e approfondire, pagine che danno sostanza a ciò a cui tutti abbiamo sempre pensato, ovvero all’inerzia e ai depistaggi degli inquirenti dell’epoca che per anni hanno ritardato il raggiungimento della verità, almeno quella processuale.

Oggi celebriamo il 28° anno senza Mauro con un Codice Penale che prevede un articolo riguardante il reato di depistaggio. Anche questa, per noi, è una piccola vittoria: fummo visionari e folli nel 2007 quando, raccogliendo le firme affinchè s’arrivasse finalmente a un “processo Rostagno”, riuscimmo a smuovere le coscienze spente di tanti nostri concittadini, spingendo le istituzioni a muoversi; lo siamo stati l’anno scorso, insieme al sindaco di Valderice Mino Spezia, pressando per quanto era possibile con le nostre limitate forze, per arrivare ad una legge che si occupasse del depistaggio. Tema scottante nel nostro Paese, e non certo solo per il caso Rostagno, come è a tutti noto.

Mentre è in corso a Palermo il processo d’appello, che pensiamo possa aggiungere poco alle 3 mila pagine di storia scritte dai giudici della Corte d’Assise di Trapani, resta molto da fare. Resterebbe, in primo luogo, scavare fra quelle pagine, per meglio comprendere cosa accadde e perché, chi coprì e occultò, utilizzando gli abusati metodi che volevano ridurre la vicenda ad una storia di donne o di vendette fra amici.
Intanto, la comunità di Valderice si raccoglie intorno al suo concittadino Mauro. Lo fa nella piazza intitolata al presidente partigiano Sandro Pertini, guarda caso a 100 passi dalla casa di colui il quale è stato condannato in primo grado come il killer di Rostagno, mettendo in scena frammenti di teatro, musica, danza e altro, grazie a cittadini che disinteressatamente diventano per una sera protagonisti. La gente comune che ricorda un suo amico che è stato allo stesso tempo un uomo straordinario e un uomo come tanti.

Questo è il contributo che “Ciao Mauro” può offrire, al fine di tener vivo il ricordo costruendo una memoria condivisa. Può sembrare poco, ma riuscisse questo, Mauro ne sorriderebbe. E non solo lui.


PROGRAMMA CIAO MAURO 2016

Ore 10:00 - C.da Lenzi
ALLA STELE PER MAURO, VITTIMA DI MAFIA
La comunità Valdericina e i ragazzi delle scuole, ricordano il proprio concittadino MAURO ROSTAGNO nel luogo dell’omicidio

Ore 11:30 - Al cimitero di C.da Ragosia
CERIMONIA LAICA PER MAURO
Lo incontreremo sulla collina con parole, canti, pensieri e silenzi

Ore 17:30 - Piazza Sando Pertini
FRAMMENTI IN SCENA PER MAURO
Direzione artistica Marco Marcantonio
i “Terronika” - Cythrèrès Vallis Corus - Duo Di Gregorio D’Angelo Carmen Savarino - Duo Bonfiglio DI Gregorio - Associazione Culturale Pro Misericordia - Associazione Il Sol.Co.

CONSULTA LE MOTIVAZIONI SENTENZA DI PRIMO GRADO DEL PROCESSO SULL'OMICIDIO DI MAURO ROSTAGNO

 


 

Comunicato Stampa del 15 maggio 2014

15/05/2014 Processo Rostagno - Sentenza


Mauro Rostagno vittima di mafia.

I cittadini trapanesi lo hanno sempre saputo, e adesso, finalmente, questa verità vera è scritta in una sentenza emessa oggi dal Tribunale di Trapani. Sono stati necessari 26 anni per mettere la parola fine ad un’inchiesta giudiziaria caratterizzata da errori, omissioni, e veri e propri depistaggi disvelati nel corso del processo, e che saranno oggetto di un nuovo procedimento a carico degli inquirenti responsabili di queste infamità. I cittadini trapanesi che, con determinazione, hanno voluto che si celebrasse il processo Rostagno, vedono con soddisfazione compiersi il cammino iniziato 7 anni fa con la raccolta di 10.000 firme sull’appello al Presidente della Repubblica. Ma le associazioni trapanesi che hanno dato organizzazione al comune sentire dei cittadini trapanesi, sono consapevoli che questo risultato non rappresenta la fine del loro percorso. Adesso dobbiamo raccogliere la verità storica e politica che ci consegna questa sentenza e farla vivere all’interno della nostra comunità, per costruire la nostra memoria collettiva, che ci aiuterà a completare il nostro percorso di liberazione dalle mafie e dalle criminalità economiche. Compito dell’associazionismo e della società civile e responsabile trapanese sarà quello di fare vivere questa memoria tra i cittadini, rendendola fruibile. Dovremo parlarne, scriverla e documentarla. Dovremo offrirla alle arti come fonte d’ispirazione e d’impegno sociale e civile, affinché diventi teatro, cinema, ballata popolare, “cuntu” e, perché no, poesia, pittura ed altro ancora. Dovremo, infine, costringere la politica a fare ciò che si deve fare per il bene comune, come Mauro aveva fatto in tutta la sua vita.


Comunicato Stampa del 10 aprile 2014

La discussione dibattimentale che ha concluso il Processo
Rostagno va sul web a partire dal sito www.ciaomauro.it .

11-14 Aprile 2014 Processo Rostagno, Requisitoria PM Gaetano Paci

CLICCA QUI PER VISIONARE TUTTI I VIDEO


Il processo Rostagno entra nella sua fase conclusiva.
Domani -11 aprile 2014- comincerà la discussione dibattimentale con le
requisitorie dei Pubblici Ministeri; poi la parola andrà agli avvocati delle parti
civili e ai difensori degli imputati. La sentenza è prevista a maggio.
Si è trattato di un processo molto importante che, confermando quello che i
cittadini trapanesi hanno sempre saputo, ha disvelato in modo chiaro e netto la
matrice mafiosa del delitto e i depistaggi che hanno condizionato le indagini.
In modo altrettanto chiaro e netto è emersa l’inconsistenza di tutte le altre
piste di cui si è favoleggiato per anni sulla stampa.
Il nostro, ovviamente, è un giudizio storico e politico, che nulla ha a che vedere
con le responsabilità penali degli imputati, che saranno accertate dalla giuria
presieduta dal Presidente Angelo Pellino, coadiuvato dal giudice a latere
Samuele Corso, i quali hanno condotto il processo in modo equilibrato,
consentendo tutti gli approfondimenti necessari e senza lasciare nulla al caso.
La nostra unica amarezza è che il processo è stato seguito molto poco dalla
stampa nazionale, come ormai spesso accade ai processi di mafia.
L'argomento della lotta alla criminalità mafiosa, infatti, non è più al centro del
dibattito politico nazionale, mentre Trapani e la sua provincia appare sempre
più un territorio periferico e marginale.
Noi, cittadini trapanesi, crediamo che queste distrazioni siano dannose per
l'intera comunità nazionale, perché la lotta alle criminalità economiche è la
prima questione nazionale, e perché quello trapanese è un territorio sul quale
bisognerebbe costantemente tenere accesi i riflettori per la presenza del
nocciolo duro di Cosa Nostra, che da qui pervade e inquina tutta l’Italia e,
ormai, grossa parte dell’Europa.
Il silenzio che ha accompagnato questo processo, seguito soltanto dalla
cronaca locale, non solo ha creato disinformazione tra i cittadini, ma ha
consentito, e consente ancora, a giornalisti del “copia-incolla”, per nulla
interessati ad un qualsiasi approfondimento, di riproporre improbabili scenari
del tutto privi di alcun riscontro processuale, facendo un grosso favore a Cosa
Nostra perché la assolve da questo delitto.
Per offrire maggiore informazione a chi non potrà assistere alle udienze,
l'Associazione Ciao Mauro ha commissionato all'Agenzia Professionale “Blue
Service” la video-registrazione della discussione dibattimentale, fino alla
sentenza, e di renderla fruibile a tutti sul web a partire dal proprio sito.
Sette anni fa l’Associazione Ciao Mauro, interpretando lo stato d'animo dei
cittadini trapanesi, ha raccolto le loro firme e ha dato il suo contributo affinché
questo processo fosse istruito.
Oggi intende offrire un'opportunità a tutti quelli che hanno orecchie per sentire,
occhi per vedere, e cuore e cervello per ascoltare e comprendere.


Ciao Mauro 2013

MATERIALE VIDEO DEL PROCESSO - Nota introduttiva di Carla Rostagno

Un altro anno senza Mauro è passato.
Venticinque lunghi anni trascorsi sapendo che Mauro è una vittima di mafia, ma anche senza conoscere gli assassini e i loro mandanti; senza una sentenza pronunciata da un Tribunale.
Ventidue anni e quattro mesi sono stati necessari perché iniziasse un processo, tardivo, ancorché necessario.
E, infine, dopo 32 mesi di udienze, la conclusione del processo non sembra a portata di mano.
Questa contabilità del tempo ci lascia sempre perplessi e sgomenti; spesso ci chiediamo se la nostra ricerca di verità e giustizia ha ancora un senso.

E per dare un senso a tutto ciò ci riuniremo ancora una volta, come ogni anno, la mattina di giovedì 26 settembre, alle 11,30 davanti alla tomba di Mauro, sulla collina di Ragosia, nel cimitero di Valderice.

E per dare ancora un senso alla nostra ricerca di verità e giustizia, in occasione di questo 25° anniversario dell’omicidio di Mauro, abbiamo messo in rete alcuni servizi giornalistici sottratti all’oblio.
 

Alcuni anni fa, Carla, la sorella di Mauro, era riuscita a salvare numerose cassette, con tante ore di registrazioni dei servizi giornalistici di Mauro.
Queste registrazioni sono state consegnate alla Corte di Assise di Trapani e costituiscono un elemento di prova nel processo in corso.
Carla poi ce ne ha dato una copia. Noi le abbiamo visionate tutte e abbiamo pensato di proporne alcune tra le più significative a una visione pubblica, attraverso la rete, ben consapevoli del fatto che in mezzo a questo materiale, e a quello, purtroppo, definitivamente perduto, ci sono le ragioni della morte di Mauro.
Non ci sono rivelazioni clamorose, ma un’attenta analisi dei fatti e dei documenti, divulgata in maniera chiara e comprensibile a tutti. Mauro parlava al cervello e al cuore dei cittadini, trasmetteva fiducia nella possibilità concreta di un cambiamento, sollecitava la partecipazione di tutti alla gestione della cosa pubblica. Il suo omicidio è il segno della paura che aveva generato tra i mafiosi e tra chi, politici e imprenditori, con essi facevano e fanno ancora affari.
Tutti i cittadini trapanesi sanno che Mauro è una vittima di mafia perché ogni giorno vedevano i suoi servizi giornalistici in televisione. Alla notizia della morte di Mauro erano sconvolti, ma non certamente sorpresi, perché sapevano che la mafia sopprime le voci libere, soprattutto quando raccolgono consenso e fiducia nella possibilità di un cambiamento, come faceva lui.
In più occasioni abbiamo detto che i processi si fanno nelle aule dei tribunali, e che noi non vogliamo in alcun modo venir meno a questa convinzione.
Ma, al di là delle responsabilità personali degli imputati, non possiamo non denunciare il tentativo in corso di offuscare ciò che il processo ha ormai disvelato, riproponendo testimonianze e piste di cui è stata già provata la più totale inconsistenza, continuando a porre ai familiari improbabili domande che dovrebbero essere rivolte ad altri, con supponenza e disprezzo per il loro rinnovato dolore.
Il processo in corso ha ormai disvelato che la mafia ha ordinato, e poi eseguito, quest’omicidio: Mauro andava eliminato perché il suo lavoro nuoceva agli interessi della mafia e del potere politico ed economico locale.
Il processo in corso ha ormai disvelato anche che tutto questo è avvenuto nella più totale impunità, grazie all’inerzia, all’incapacità e alla complicità di chi aveva a quel tempo la responsabilità delle indagini.
In più occasioni abbiamo ribadito che l’esito di questo processo ci interessa relativamente, perché sappiamo che le verità vera spesso non è quella processuale. A noi interessa, invece, la verità storica e politica che questa sentenza ci consegnerà, perché su questa verità la nostra comunità potrà costruire la sua memoria. Il riconoscerci in questa memoria condivisa ci aiuterà a compiere il nostro percorso di liberazione dalla mafia e da tutte le criminalità economiche.
Compito dell’associazionismo e della società civile e responsabile trapanese sarà quello di fare vivere questa memoria tra i cittadini, rendendola fruibile.
Dovremo parlarne, scriverla e documentarla. Dovremo offrirla alle arti come fonte d’ispirazione e d’impegno sociale e civile, affinché diventi teatro, cinema, ballata popolare, “cuntu” e, perché no, poesia, pittura e altro.
Dovremo, infine, costringere la politica a fare ciò che si deve fare per il bene comune, come Mauro aveva tentato di fare in tutta la sua vita.


Il 2 febbraio inizia il processo ROSTAGNO

E' iniziato il processo Rostagno


- Ascolta gli audio delle udienze(© Radio Radicale)
- Ucciso dalla mafia perchè faceva paura(Articolo di Rino Giacalone pubblicato su La Sicilia il 3 febbraio 2011)

- segui il processo su Facebook

- Maddalena Rostagno intervistata da TG3 persone - puntata del 20/02/2011 - servizio di Fabrizio Feo

 


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Mauro Rostagno - PROVE TECNICHE PER UN MONDO MIGLIORE
Marco Rizzo - Nico Blunda - Giuseppe Lo Bocchiaro
Edizioni BECCOGIALLO


Pensieri per Mauro