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Ciao Mauro 2021


Quello che celebriamo oggi è il 33esimo anno senza Mauro. Lo facciamo come ogni anno, alla "Stele per Mauro" sul luogo dell'omicidio, insieme alle Istituzioni. Lo facciamo subito dopo alla nostra maniera, insieme agli artisti, accanto al luogo dove si trovano i suoi resti, all'interno del cimitero di Valderice, avendo la certezza che questa cosa gli sarebbe tanto piaciuta. Lo facciamo, infine, intitolando il ricordo di quest'anno "Mauro 'n Trapani", poesia dialettale del nostro amico Vito Blunda, recentemente scomparso.
Alla fine dello scorso anno, con la sentenza della Cassazione, si è concluso definitivamente il processo per il suo omicidio, e quest'anno si è chiuso il processo ai suoi "depistatori", in massima parte dichiarati colpevoli ma prescritti. A meno di improbabili novità future, la vicenda giudiziaria è definitiva- mente chiusa. I Tribunali della Repubblica hanno sancito che si è trattato di un omicidio di mafia, e che in tanti hanno operato perché non venisse svelata la verità, soprattutto tra chi aveva la responsabilità di svolgere le indagini, come purtroppo è spesso accaduto in Italia.
A fronte di un'unica condanna, lo scenario storico e politico all'interno del quale l'omicidio di Mauro è matu- rato, è stato disvelato in modo compiuto, nonostante non tutte le concause siano state accertate. Pertanto l'intera comunità trapanese, insieme a noi, puó ritenersi soddisfatta perché è stato fatto un ulteriore ed importante passo in avanti nella lunga lotta contro la criminalità mafiosa, insieme alla consapevolezza, peró, che la conclusione del percorso di liberazione dalle mafie economiche e criminali non è vicina.
Oggi il compito della società responsabile, dell'associazionismo e del volontariato, e quindi anche di Ciao Mauro, è quello di diffondere la consapevolezza, contro ogni ipotesi di normalizzazione, che la guerra non è vinta. In nome di questi principi, ci riuniamo ancora una volta nel nome di Mauro "vittima di mafia".


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PROGRAMMA CIAO MAURO 2021

Ore 10,30 Contrada Lenzi
ALLA STELE PER MAURO VITTIMA DI MAFIA
La comunità valdericina ricorda idealmente attraverso i suoi rappresentanti il concittadino Mauro Rostagno nel luogo del suo omicidio

Ore 11,30 Cimitero di Contrada Ragosia
CERIMONIA LAICA PER MAURO
Lo incontreremo sulla collina con parole, canti, pensieri e silenzi

MAURO 'N TRAPANI
del poeta dialettale Vito Blunda

NOTE PER MAURO
a cura degli studenti della Scuola Media G. Mazzini di Valderice

RIFLESSIONI SUL POTERE
Letture sceniche a cura di Tiziana Ciotta, Eugenio De Martino, Marco Marcantonio


Mauro n’Trapani
poesia di Vito Blunda

Dù nòstru paìsi, tùttu sapìa,
ci vìnni, ci stèsi e prèstu capìu còmu 'sta gènti aiutàri putìa... pigghiàu lu sò còri e ni lù rapìu.

Cù l'òcchi e cà vùci, parlàva
e tànti còsi, nì fìci capìri,
'a màfia, 'st'ìsula cumannàva... e a tutti ni vulìa, 'nto sò putìri.

'St'òmu, vòsi pùru cunfirmàri, còmu canciàri, 'sta tèrra si putìa, 'nta telivisiòni si mìsi a parlàri... di tànti 'mbrògghi e di cu lì facìa.

Facìa dumànni, dàva la mànu, avìa capùtu chì purtàmu 'sta crùci,
picchì ùn vulèmu, o ùn ni firàmu... a tagghiàrici, a 'stu mòstru, li rarìci.

Cu malaffàri stànnu cumpariàti: pulìtici, duttùra e dilinquènti, jùrici, raggiunèri e avvucàti...
pi strùggiri, la nòstra mègghiu gènti.

'A fòrza r'ìddru, ni rapprisintàva, sùlu 'stà lùci, avìamu 'nta la nòtti. Sènza chi nùddru, si l'immagginàva...
sparàru ò scùru, 'sti malacunnùtti!

Ni l'arrubbàru, u vintisèi sittèmbri,
du mìlli novicèntu ottànt' òttu. C'u vòsi bèni, u pòrta 'n còri sèmpri...
e di dra nòtti, ùn pò scurdàri u bòttu.

Tànti chiancèmu e tànti fistiggiàru,
'stu grànni fàru, ni vòsiru astutàri, 'sti miciddàri arrè s'organizzàru... niàtri, turnàmu vàrca, 'n tìntu màri.

Dòpu vint'ànni, nùddru sàpi ancòra cu li mannàu e cu, lu vòsi mòrtu,
speràmu chi cu cèrca, p'accomòra...
fa tràsiri 'sta vàrca, rìntra u pòrtu.


"Puttana miseria, la vita è bella"
Mauro ci aveva salutato così dopo la lunga confessione/intervista pubblicata da King.
Poi la mafia gli ha sparato a tradimento, mettendo fine alla sua ultima avventura trapanese.
E di fronte a quel corpo senza vita, mentre il caldo scirocco siciliano si trasformava in un grande freddo, gli amici di sempre e i trapanesi onesti, lacerati dal ricordo di quest'uomo, cercavano di aggrapparsi alla speranza che tutto quello avesse ancora un senso...
(liberamente tratto dal settimanale King del settembre 1988 - "Cronaca di un addio" di Claudio Fava con foto di Franco Zercchin)

SENTENZA OMICIDIO ROSTAGNO. IL COMMENTO DELL'ASSOCIAZIONE CIAO MAURO


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Noi di Ciao Mauro lo abbiamo sempre pensato e dichiarato: siamo totalmente indifferenti alla sorte giudiziaria degli imputati del Processo Rostagno. Quello che ci ha spinto 13 anni fa a lanciare il nostro appello alle Istituzioni, su cui abbiamo raccolto oltre 10.000 firme di cittadini, principalmente trapanesi, era che si svolgessero indagini sulla mafia trapanese, che a noi appare il nocciolo duro e storico della mafia siciliana.
Oggi salutiamo con soddisfazione la fine del Processo Rostagno, innanzitutto perchè è stata certificata quella verità che i cittadini conoscevano sin dal primo momento successivo all'omicidio, e cioè che Mauro è una vittima di mafia. Inoltre perchè questa sentenza rende definitivamente l'onore alla sua famiglia, ai suoi amici e a tutta la comunità trapanese che apprezzava il lavoro d'inchiesta svolto da Mauro come giornalista televisivo e che lo considerava come un proprio concittadino.
Ma anche e soprattutto perchè rimane la monumentale sentenza di primo grado, quella scritta della Corte di Assise di Trapani, che ha descritto minuziosamente lo scenario storico, politico e sociale all'interno del quale è maturato l'omicidio di Mauro.
Quella è una sentenza storica che ci aiuta a comprendere gli intrecci della mafia con la politica, con la massoneria deviata e coi centri di potere occulti dello Stato. Quella sentenza indicava anche i depistaggi messi in campo dai poteri deviati dello Stato, asserviti e collusi con la criminalità mafiosa.
La sentenza della Cassazione che chiude il processo, invece, rappresenta plasticamente la normalizzazione in atto. Non si è potuto e voluto andare "oltre", gli spazi sono chiusi, da Trapani a Roma. Si conferma che a uccidere Mauro è stata la mafia, mentre si abbandona il capo mandamento anziano al suo destino (tanto i suoi figli probabilmente ne hanno preso il posto), e si salva il boss più giovane, facendo attenzione che non debba "pentirsi", altrimenti potrebbero disvelarsi tanti misteri trapanesi. Questa cosa non conviene alla mafia, alla zona grigia e massonica deviata, quella dei "colletti bianchi" e delle "professioni", della politica e dell'economia criminale. La politica compromessa con la mafia, la zona grigia della società e le istituzioni asservite a questa logica di normalizzazione, insomma, tirano un sospiro di sollievo.
L'altro processo in corso, contro i depistatori dell'omicidio di Mauro, si concluderà certamente con una prescrizione, e il quadro sarà ricomposto nel solito ordine asfittico che incombe sulla città di Trapani e sulla sua provincia. Il nostro auspicio è che almeno questo processo possa essere un'occasione, al di là della prescrizione incombente, per disvelare i depistaggi descritti nella sentenza di primo grado, a quali organi dello Stato appartenevano gli "infedeli" che li hanno messi in campo.
Siamo consapevoli, infine, di avere percorso soltanto un importante tratto di strada, ma che davanti ne abbiamo ancora molta, affinchè si giunga alla completa liberazione dall'oppressione delle mafie della nostra terra e del nostro popolo.

MOTIVAZIONI SENTENZA DI PRIMO GRADO DEL PROCESSO

Aspettando la legge sul depistaggio ecco il caso Rostagno - di Aaron Pettinari e Lorenzo Baldo (fonte Antimafia 2000)



LEGGI LA LETTERA DI CARLA ROSTAGNO


MATERIALE VIDEO DEL PROCESSO

Il suono in una sola mano
Il libro è in vendita anche nella nostra sede presso "A casa nostra" - Via Marconi Trapani


DOWNLOAD

- Il ricordo colorato da "Azzurro" - articolo di Rino Giacalone pubblicato su LA SICILIA del 8 maggio 2011

- L'ultima intervista rilasciata da Mauro su la rivista "King"

- PIPPO POLLINA ABITARE IL SOGNO: un viaggio di musica e parole lungo 30 anni.


Ascolta gli audio delle udienze
(© Radio Radicale)

CONSULTA LE MOTIVAZIONI SENTENZA DI PRIMO GRADO DEL PROCESSO SULL'OMICIDIO DI MAURO ROSTAGNO

 


 

Comunicato Stampa del 15 maggio 2014

15/05/2014 Processo Rostagno - Sentenza


Mauro Rostagno vittima di mafia.

I cittadini trapanesi lo hanno sempre saputo, e adesso, finalmente, questa verit� vera � scritta in una sentenza emessa oggi dal Tribunale di Trapani. Sono stati necessari 26 anni per mettere la parola fine ad un�inchiesta giudiziaria caratterizzata da errori, omissioni, e veri e propri depistaggi disvelati nel corso del processo, e che saranno oggetto di un nuovo procedimento a carico degli inquirenti responsabili di queste infamit�. I cittadini trapanesi che, con determinazione, hanno voluto che si celebrasse il processo Rostagno, vedono con soddisfazione compiersi il cammino iniziato 7 anni fa con la raccolta di 10.000 firme sull�appello al Presidente della Repubblica. Ma le associazioni trapanesi che hanno dato organizzazione al comune sentire dei cittadini trapanesi, sono consapevoli che questo risultato non rappresenta la fine del loro percorso. Adesso dobbiamo raccogliere la verit� storica e politica che ci consegna questa sentenza e farla vivere all�interno della nostra comunit�, per costruire la nostra memoria collettiva, che ci aiuter� a completare il nostro percorso di liberazione dalle mafie e dalle criminalit� economiche. Compito dell�associazionismo e della societ� civile e responsabile trapanese sar� quello di fare vivere questa memoria tra i cittadini, rendendola fruibile. Dovremo parlarne, scriverla e documentarla. Dovremo offrirla alle arti come fonte d�ispirazione e d�impegno sociale e civile, affinch� diventi teatro, cinema, ballata popolare, �cuntu� e, perch� no, poesia, pittura ed altro ancora. Dovremo, infine, costringere la politica a fare ci� che si deve fare per il bene comune, come Mauro aveva fatto in tutta la sua vita.


Comunicato Stampa del 10 aprile 2014

La discussione dibattimentale che ha concluso il Processo
Rostagno va sul web a partire dal sito www.ciaomauro.it .

11-14 Aprile 2014 Processo Rostagno, Requisitoria PM Gaetano Paci

CLICCA QUI PER VISIONARE TUTTI I VIDEO


Il processo Rostagno entra nella sua fase conclusiva.
Domani -11 aprile 2014- comincerà la discussione dibattimentale con le
requisitorie dei Pubblici Ministeri; poi la parola andrà agli avvocati delle parti
civili e ai difensori degli imputati. La sentenza è prevista a maggio.
Si è trattato di un processo molto importante che, confermando quello che i
cittadini trapanesi hanno sempre saputo, ha disvelato in modo chiaro e netto la
matrice mafiosa del delitto e i depistaggi che hanno condizionato le indagini.
In modo altrettanto chiaro e netto è emersa l’inconsistenza di tutte le altre
piste di cui si è favoleggiato per anni sulla stampa.
Il nostro, ovviamente, è un giudizio storico e politico, che nulla ha a che vedere
con le responsabilità penali degli imputati, che saranno accertate dalla giuria
presieduta dal Presidente Angelo Pellino, coadiuvato dal giudice a latere
Samuele Corso, i quali hanno condotto il processo in modo equilibrato,
consentendo tutti gli approfondimenti necessari e senza lasciare nulla al caso.
La nostra unica amarezza è che il processo è stato seguito molto poco dalla
stampa nazionale, come ormai spesso accade ai processi di mafia.
L'argomento della lotta alla criminalità mafiosa, infatti, non è più al centro del
dibattito politico nazionale, mentre Trapani e la sua provincia appare sempre
più un territorio periferico e marginale.
Noi, cittadini trapanesi, crediamo che queste distrazioni siano dannose per
l'intera comunità nazionale, perché la lotta alle criminalità economiche è la
prima questione nazionale, e perché quello trapanese è un territorio sul quale
bisognerebbe costantemente tenere accesi i riflettori per la presenza del
nocciolo duro di Cosa Nostra, che da qui pervade e inquina tutta l’Italia e,
ormai, grossa parte dell’Europa.
Il silenzio che ha accompagnato questo processo, seguito soltanto dalla
cronaca locale, non solo ha creato disinformazione tra i cittadini, ma ha
consentito, e consente ancora, a giornalisti del “copia-incolla”, per nulla
interessati ad un qualsiasi approfondimento, di riproporre improbabili scenari
del tutto privi di alcun riscontro processuale, facendo un grosso favore a Cosa
Nostra perché la assolve da questo delitto.
Per offrire maggiore informazione a chi non potrà assistere alle udienze,
l'Associazione Ciao Mauro ha commissionato all'Agenzia Professionale “Blue
Service” la video-registrazione della discussione dibattimentale, fino alla
sentenza, e di renderla fruibile a tutti sul web a partire dal proprio sito.
Sette anni fa l’Associazione Ciao Mauro, interpretando lo stato d'animo dei
cittadini trapanesi, ha raccolto le loro firme e ha dato il suo contributo affinché
questo processo fosse istruito.
Oggi intende offrire un'opportunità a tutti quelli che hanno orecchie per sentire,
occhi per vedere, e cuore e cervello per ascoltare e comprendere.


Ciao Mauro 2013

MATERIALE VIDEO DEL PROCESSO - Nota introduttiva di Carla Rostagno

Un altro anno senza Mauro è passato.
Venticinque lunghi anni trascorsi sapendo che Mauro è una vittima di mafia, ma anche senza conoscere gli assassini e i loro mandanti; senza una sentenza pronunciata da un Tribunale.
Ventidue anni e quattro mesi sono stati necessari perché iniziasse un processo, tardivo, ancorché necessario.
E, infine, dopo 32 mesi di udienze, la conclusione del processo non sembra a portata di mano.
Questa contabilità del tempo ci lascia sempre perplessi e sgomenti; spesso ci chiediamo se la nostra ricerca di verità e giustizia ha ancora un senso.

E per dare un senso a tutto ciò ci riuniremo ancora una volta, come ogni anno, la mattina di giovedì 26 settembre, alle 11,30 davanti alla tomba di Mauro, sulla collina di Ragosia, nel cimitero di Valderice.

E per dare ancora un senso alla nostra ricerca di verità e giustizia, in occasione di questo 25° anniversario dell’omicidio di Mauro, abbiamo messo in rete alcuni servizi giornalistici sottratti all’oblio.
 

Alcuni anni fa, Carla, la sorella di Mauro, era riuscita a salvare numerose cassette, con tante ore di registrazioni dei servizi giornalistici di Mauro.
Queste registrazioni sono state consegnate alla Corte di Assise di Trapani e costituiscono un elemento di prova nel processo in corso.
Carla poi ce ne ha dato una copia. Noi le abbiamo visionate tutte e abbiamo pensato di proporne alcune tra le più significative a una visione pubblica, attraverso la rete, ben consapevoli del fatto che in mezzo a questo materiale, e a quello, purtroppo, definitivamente perduto, ci sono le ragioni della morte di Mauro.
Non ci sono rivelazioni clamorose, ma un’attenta analisi dei fatti e dei documenti, divulgata in maniera chiara e comprensibile a tutti. Mauro parlava al cervello e al cuore dei cittadini, trasmetteva fiducia nella possibilità concreta di un cambiamento, sollecitava la partecipazione di tutti alla gestione della cosa pubblica. Il suo omicidio è il segno della paura che aveva generato tra i mafiosi e tra chi, politici e imprenditori, con essi facevano e fanno ancora affari.
Tutti i cittadini trapanesi sanno che Mauro è una vittima di mafia perché ogni giorno vedevano i suoi servizi giornalistici in televisione. Alla notizia della morte di Mauro erano sconvolti, ma non certamente sorpresi, perché sapevano che la mafia sopprime le voci libere, soprattutto quando raccolgono consenso e fiducia nella possibilità di un cambiamento, come faceva lui.
In più occasioni abbiamo detto che i processi si fanno nelle aule dei tribunali, e che noi non vogliamo in alcun modo venir meno a questa convinzione.
Ma, al di là delle responsabilità personali degli imputati, non possiamo non denunciare il tentativo in corso di offuscare ciò che il processo ha ormai disvelato, riproponendo testimonianze e piste di cui è stata già provata la più totale inconsistenza, continuando a porre ai familiari improbabili domande che dovrebbero essere rivolte ad altri, con supponenza e disprezzo per il loro rinnovato dolore.
Il processo in corso ha ormai disvelato che la mafia ha ordinato, e poi eseguito, quest’omicidio: Mauro andava eliminato perché il suo lavoro nuoceva agli interessi della mafia e del potere politico ed economico locale.
Il processo in corso ha ormai disvelato anche che tutto questo è avvenuto nella più totale impunità, grazie all’inerzia, all’incapacità e alla complicità di chi aveva a quel tempo la responsabilità delle indagini.
In più occasioni abbiamo ribadito che l’esito di questo processo ci interessa relativamente, perché sappiamo che le verità vera spesso non è quella processuale. A noi interessa, invece, la verità storica e politica che questa sentenza ci consegnerà, perché su questa verità la nostra comunità potrà costruire la sua memoria. Il riconoscerci in questa memoria condivisa ci aiuterà a compiere il nostro percorso di liberazione dalla mafia e da tutte le criminalità economiche.
Compito dell’associazionismo e della società civile e responsabile trapanese sarà quello di fare vivere questa memoria tra i cittadini, rendendola fruibile.
Dovremo parlarne, scriverla e documentarla. Dovremo offrirla alle arti come fonte d’ispirazione e d’impegno sociale e civile, affinché diventi teatro, cinema, ballata popolare, “cuntu” e, perché no, poesia, pittura e altro.
Dovremo, infine, costringere la politica a fare ciò che si deve fare per il bene comune, come Mauro aveva tentato di fare in tutta la sua vita.


Il 2 febbraio inizia il processo ROSTAGNO

E' iniziato il processo Rostagno


- Ascolta gli audio delle udienze(© Radio Radicale)
- Ucciso dalla mafia perchè faceva paura(Articolo di Rino Giacalone pubblicato su La Sicilia il 3 febbraio 2011)

- segui il processo su Facebook

- Maddalena Rostagno intervistata da TG3 persone - puntata del 20/02/2011 - servizio di Fabrizio Feo

 


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Mauro Rostagno - PROVE TECNICHE PER UN MONDO MIGLIORE
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Pensieri per Mauro