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MOTIVAZIONI SENTENZA DI PRIMO GRADO DEL PROCESSO

Aspettando la legge sul depistaggio ecco il caso Rostagno - di Aaron Pettinari e Lorenzo Baldo (fonte Antimafia 2000)

 



MATERIALE VIDEO DEL PROCESSO

Il suono in una sola mano
Il libro è in vendita anche nella nostra sede presso "A casa nostra" - Via Marconi Trapani


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- Il ricordo colorato da "Azzurro" - articolo di Rino Giacalone pubblicato su LA SICILIA del 8 maggio 2011

- L'ultima intervista rilasciata da Mauro su la rivista "King"

- PIPPO POLLINA ABITARE IL SOGNO: un viaggio di musica e parole lungo 30 anni.


Ascolta gli audio delle udienze
(© Radio Radicale)

CONSULTA LE MOTIVAZIONI SENTENZA DI PRIMO GRADO DEL PROCESSO SULL'OMICIDIO DI MAURO ROSTAGNO

Questo è il 27° anno senza Mauro.

Questo è l'anno in cui sono state depositate le motivazioni della sentenza che ha concluso il processo di primo grado per il suo omicidio. Quella sentenza che ha reso giustizia a Mauro, ai suoi familiari, ai suoi amici e a tutti noi, suoi concittadini.

Finalmente sono state fatte tutte quelle cose che fanno gli uomini per cercare la verità, per fare giustizia e per non dimenticare.

Ma questo non basta.

Noi pensiamo che le motivazioni di questa sentenza non debbano rimanere chiuse negli armadi del Tribunale, per essere lette soltanto dagli addetti ai lavori, giudici, avvocati, poliziotti e giornalisti e, un domani, dagli storici.

Noi pensiamo che i cittadini debbano conoscere quello che sta scritto nelle sentenze di mafia e in quelle sulle stragi, e che queste sentenze devono servire anche a scrivere la nostra storia e, sopratutto, aiutarci a costruire la nostra memoria condivisa.

Ecco perchè siamo molto contenti che il preziosissimo sito della “Rete degli archivi per non dimenticare” -www.fontitaliarepubblicana.it- ha pubblicato le motivazioni della sentenza Rostagno, mettendola a disposizione di tutti coloro i quali hanno buona volontà.

L'impegno nostro e delle nostre istituzioni non deve, e, sopratutto, non può limitarsi a ricordare le vittime di mafia e delle stragi, una volta l'anno con delle cerimonie più o meno sentite e partecipate. Il rischo che corriamo è che in questo modo mettiamo a posto la nostra coscienza; poi la vita scorre come prima e la memoria si indebolisce, infine l'obio del tempo farà il resto.

Su questo contano i mafiosi, i malfattori, i corrotti, i depistatori, gli stragisti, i politici collusi e tutta la zona grigia dei conniventi, che prosperano sul malaffare, sulla corruzione e sull'economia criminale.

Noi dobbiamo impegnarci a leggere le sentenze, metterle in relazione tra loro, per capire cosa è successo e perchè è successo, per poi scrivere la nostra storia; per capire chi siamo e come è stato possibile che la nostra terra meravigliosa abbia generato l'immonda bestia mafiosa, ma come, sopratutto, ancor'oggi essa possa vivere e prosperare accanto a noi.

Noi vogliamo essere i cantastorie dell'epoca di internet; il nostro “cuntu” della sentenza Rostagno dovrà ispirare la cultura, la letteratura, il teatro e il cinema, deve diventare la nostra ballata popolare.

Le pagine di queste sentenze devono entrare nei programmi delle nostre scuole, essere studiate come si studia la storia e la geografia, affinchè i nostri ragazzi abbiano maggiori opportunità di diventare cittadini responsabili e consapevoli.

Questo è il compito della società civile e responsabile, questo è il compito delle nostre istituzioni, o almeno di quella parte di esse che interpretano il loro ruolo come servizio alla comunità.

Facciamo nostre le ragioni che hanno ispirato la vita di Mauro e per cui è stato ucciso; “non per- come ebbe a dire- “trovare un posto in questa società, ma per creare una società in cui valga la pena di trovare un posto”.

 

Ciao Mauro 2015

Alle ore 10,00
alla “STELE PER MAURO, VITTIMA DI MAFIA
di contrada Lenzi, la comunità Valdericina, Sindaco in testa, insieme ai ragazzi delle scuole, ricorderanno il proprio concittadino Mauro Rostagno nel
luogo del suo omicidio.

Alle ore 11,30 al cimitero di contrada Ragosia ci riuniremo per la “CERIMONIA LAICA” nel luogo dove Mauro riposa. Lo incontreremo sulla collina con parole, canti, pensieri e silenzi, con le “Libere intonazioni”
delle compagnie treatrali “ANPÈ DE CHAPÒ” e “LE BICICLETTE
VOLANTI”.

Alle ore 17,30 al Molino Excelsior si terrà la Tavola Rotonda “ANATOMIA DELLA SENTENZA ROSTAGNO. PRIMA PARTE: I DEPISTAGGI”.
Analizzeremo il denominatore comune dei processi di mafia e di stragi: i depistaggi, a partire da quelli disvelati dalla sentenza Rostagno. Rappresenteremo l’esigenza di istituire il reato di “depistaggio” e solleciteremo il Senato della Repubblica ad approvare questa Legge al più presto.
Lo faremo insieme alla Senatrice ROSARIA CAPACCHIONE, membro della Commissione Parlamentare Antimafia, e ai giornalisti di“Articolo 21” RINO GIACALONE e al Senatore VINCENZO VITA.

Alle ore 21,30 in Piazza Sandro Pertini, infine, si terrà il concerto del gruppo musicale dei TINTURIA che verranno presentati da VANESSA GALIPOLI. LELLO ANALFINO e la sua band suoneranno, canteranno e balleranno insieme a noi e insieme a Mauro con “pace, amore e Tinturia...pittuttavita”.

 


 

Comunicato Stampa del 15 maggio 2014

15/05/2014 Processo Rostagno - Sentenza


Mauro Rostagno vittima di mafia.

I cittadini trapanesi lo hanno sempre saputo, e adesso, finalmente, questa verità vera è scritta in una sentenza emessa oggi dal Tribunale di Trapani. Sono stati necessari 26 anni per mettere la parola fine ad un’inchiesta giudiziaria caratterizzata da errori, omissioni, e veri e propri depistaggi disvelati nel corso del processo, e che saranno oggetto di un nuovo procedimento a carico degli inquirenti responsabili di queste infamità. I cittadini trapanesi che, con determinazione, hanno voluto che si celebrasse il processo Rostagno, vedono con soddisfazione compiersi il cammino iniziato 7 anni fa con la raccolta di 10.000 firme sull’appello al Presidente della Repubblica. Ma le associazioni trapanesi che hanno dato organizzazione al comune sentire dei cittadini trapanesi, sono consapevoli che questo risultato non rappresenta la fine del loro percorso. Adesso dobbiamo raccogliere la verità storica e politica che ci consegna questa sentenza e farla vivere all’interno della nostra comunità, per costruire la nostra memoria collettiva, che ci aiuterà a completare il nostro percorso di liberazione dalle mafie e dalle criminalità economiche. Compito dell’associazionismo e della società civile e responsabile trapanese sarà quello di fare vivere questa memoria tra i cittadini, rendendola fruibile. Dovremo parlarne, scriverla e documentarla. Dovremo offrirla alle arti come fonte d’ispirazione e d’impegno sociale e civile, affinché diventi teatro, cinema, ballata popolare, “cuntu” e, perché no, poesia, pittura ed altro ancora. Dovremo, infine, costringere la politica a fare ciò che si deve fare per il bene comune, come Mauro aveva fatto in tutta la sua vita.


Comunicato Stampa del 10 aprile 2014

La discussione dibattimentale che ha concluso il Processo
Rostagno va sul web a partire dal sito www.ciaomauro.it .

11-14 Aprile 2014 Processo Rostagno, Requisitoria PM Gaetano Paci

CLICCA QUI PER VISIONARE TUTTI I VIDEO


Il processo Rostagno entra nella sua fase conclusiva.
Domani -11 aprile 2014- comincerà la discussione dibattimentale con le
requisitorie dei Pubblici Ministeri; poi la parola andrà agli avvocati delle parti
civili e ai difensori degli imputati. La sentenza è prevista a maggio.
Si è trattato di un processo molto importante che, confermando quello che i
cittadini trapanesi hanno sempre saputo, ha disvelato in modo chiaro e netto la
matrice mafiosa del delitto e i depistaggi che hanno condizionato le indagini.
In modo altrettanto chiaro e netto è emersa l’inconsistenza di tutte le altre
piste di cui si è favoleggiato per anni sulla stampa.
Il nostro, ovviamente, è un giudizio storico e politico, che nulla ha a che vedere
con le responsabilità penali degli imputati, che saranno accertate dalla giuria
presieduta dal Presidente Angelo Pellino, coadiuvato dal giudice a latere
Samuele Corso, i quali hanno condotto il processo in modo equilibrato,
consentendo tutti gli approfondimenti necessari e senza lasciare nulla al caso.
La nostra unica amarezza è che il processo è stato seguito molto poco dalla
stampa nazionale, come ormai spesso accade ai processi di mafia.
L'argomento della lotta alla criminalità mafiosa, infatti, non è più al centro del
dibattito politico nazionale, mentre Trapani e la sua provincia appare sempre
più un territorio periferico e marginale.
Noi, cittadini trapanesi, crediamo che queste distrazioni siano dannose per
l'intera comunità nazionale, perché la lotta alle criminalità economiche è la
prima questione nazionale, e perché quello trapanese è un territorio sul quale
bisognerebbe costantemente tenere accesi i riflettori per la presenza del
nocciolo duro di Cosa Nostra, che da qui pervade e inquina tutta l’Italia e,
ormai, grossa parte dell’Europa.
Il silenzio che ha accompagnato questo processo, seguito soltanto dalla
cronaca locale, non solo ha creato disinformazione tra i cittadini, ma ha
consentito, e consente ancora, a giornalisti del “copia-incolla”, per nulla
interessati ad un qualsiasi approfondimento, di riproporre improbabili scenari
del tutto privi di alcun riscontro processuale, facendo un grosso favore a Cosa
Nostra perché la assolve da questo delitto.
Per offrire maggiore informazione a chi non potrà assistere alle udienze,
l'Associazione Ciao Mauro ha commissionato all'Agenzia Professionale “Blue
Service” la video-registrazione della discussione dibattimentale, fino alla
sentenza, e di renderla fruibile a tutti sul web a partire dal proprio sito.
Sette anni fa l’Associazione Ciao Mauro, interpretando lo stato d'animo dei
cittadini trapanesi, ha raccolto le loro firme e ha dato il suo contributo affinché
questo processo fosse istruito.
Oggi intende offrire un'opportunità a tutti quelli che hanno orecchie per sentire,
occhi per vedere, e cuore e cervello per ascoltare e comprendere.


Ciao Mauro 2013

MATERIALE VIDEO DEL PROCESSO - Nota introduttiva di Carla Rostagno

Un altro anno senza Mauro è passato.
Venticinque lunghi anni trascorsi sapendo che Mauro è una vittima di mafia, ma anche senza conoscere gli assassini e i loro mandanti; senza una sentenza pronunciata da un Tribunale.
Ventidue anni e quattro mesi sono stati necessari perché iniziasse un processo, tardivo, ancorché necessario.
E, infine, dopo 32 mesi di udienze, la conclusione del processo non sembra a portata di mano.
Questa contabilità del tempo ci lascia sempre perplessi e sgomenti; spesso ci chiediamo se la nostra ricerca di verità e giustizia ha ancora un senso.

E per dare un senso a tutto ciò ci riuniremo ancora una volta, come ogni anno, la mattina di giovedì 26 settembre, alle 11,30 davanti alla tomba di Mauro, sulla collina di Ragosia, nel cimitero di Valderice.

E per dare ancora un senso alla nostra ricerca di verità e giustizia, in occasione di questo 25° anniversario dell’omicidio di Mauro, abbiamo messo in rete alcuni servizi giornalistici sottratti all’oblio.
 

Alcuni anni fa, Carla, la sorella di Mauro, era riuscita a salvare numerose cassette, con tante ore di registrazioni dei servizi giornalistici di Mauro.
Queste registrazioni sono state consegnate alla Corte di Assise di Trapani e costituiscono un elemento di prova nel processo in corso.
Carla poi ce ne ha dato una copia. Noi le abbiamo visionate tutte e abbiamo pensato di proporne alcune tra le più significative a una visione pubblica, attraverso la rete, ben consapevoli del fatto che in mezzo a questo materiale, e a quello, purtroppo, definitivamente perduto, ci sono le ragioni della morte di Mauro.
Non ci sono rivelazioni clamorose, ma un’attenta analisi dei fatti e dei documenti, divulgata in maniera chiara e comprensibile a tutti. Mauro parlava al cervello e al cuore dei cittadini, trasmetteva fiducia nella possibilità concreta di un cambiamento, sollecitava la partecipazione di tutti alla gestione della cosa pubblica. Il suo omicidio è il segno della paura che aveva generato tra i mafiosi e tra chi, politici e imprenditori, con essi facevano e fanno ancora affari.
Tutti i cittadini trapanesi sanno che Mauro è una vittima di mafia perché ogni giorno vedevano i suoi servizi giornalistici in televisione. Alla notizia della morte di Mauro erano sconvolti, ma non certamente sorpresi, perché sapevano che la mafia sopprime le voci libere, soprattutto quando raccolgono consenso e fiducia nella possibilità di un cambiamento, come faceva lui.
In più occasioni abbiamo detto che i processi si fanno nelle aule dei tribunali, e che noi non vogliamo in alcun modo venir meno a questa convinzione.
Ma, al di là delle responsabilità personali degli imputati, non possiamo non denunciare il tentativo in corso di offuscare ciò che il processo ha ormai disvelato, riproponendo testimonianze e piste di cui è stata già provata la più totale inconsistenza, continuando a porre ai familiari improbabili domande che dovrebbero essere rivolte ad altri, con supponenza e disprezzo per il loro rinnovato dolore.
Il processo in corso ha ormai disvelato che la mafia ha ordinato, e poi eseguito, quest’omicidio: Mauro andava eliminato perché il suo lavoro nuoceva agli interessi della mafia e del potere politico ed economico locale.
Il processo in corso ha ormai disvelato anche che tutto questo è avvenuto nella più totale impunità, grazie all’inerzia, all’incapacità e alla complicità di chi aveva a quel tempo la responsabilità delle indagini.
In più occasioni abbiamo ribadito che l’esito di questo processo ci interessa relativamente, perché sappiamo che le verità vera spesso non è quella processuale. A noi interessa, invece, la verità storica e politica che questa sentenza ci consegnerà, perché su questa verità la nostra comunità potrà costruire la sua memoria. Il riconoscerci in questa memoria condivisa ci aiuterà a compiere il nostro percorso di liberazione dalla mafia e da tutte le criminalità economiche.
Compito dell’associazionismo e della società civile e responsabile trapanese sarà quello di fare vivere questa memoria tra i cittadini, rendendola fruibile.
Dovremo parlarne, scriverla e documentarla. Dovremo offrirla alle arti come fonte d’ispirazione e d’impegno sociale e civile, affinché diventi teatro, cinema, ballata popolare, “cuntu” e, perché no, poesia, pittura e altro.
Dovremo, infine, costringere la politica a fare ciò che si deve fare per il bene comune, come Mauro aveva tentato di fare in tutta la sua vita.


Il 2 febbraio inizia il processo ROSTAGNO

E' iniziato il processo Rostagno


- Ascolta gli audio delle udienze(© Radio Radicale)
- Ucciso dalla mafia perchè faceva paura(Articolo di Rino Giacalone pubblicato su La Sicilia il 3 febbraio 2011)

- segui il processo su Facebook

- Maddalena Rostagno intervistata da TG3 persone - puntata del 20/02/2011 - servizio di Fabrizio Feo

 


Prove tecniche per un mondo migliore

Mauro Rostagno - PROVE TECNICHE PER UN MONDO MIGLIORE
Marco Rizzo - Nico Blunda - Giuseppe Lo Bocchiaro
Edizioni BECCOGIALLO


Pensieri per Mauro